Un po’ di storia

Capolavoro architettonico di Mario Passanti (rosario de Santa Fè, Argentina 1901 – Torino 1975, allievo e collabratore dell’architetto giovanni Chevalley, grazie a quale si relaziona con la Fiat per molti incarichi. Collabora con l’architetto Paolo Perona e firma una quindicina di opere; con Paolo Ceresa e gino Levi Montalcini, vince il concorso per la nuova Centrale Termoelettrica di Chivasso, realizzata nel 1954. Passanti è stato insegnante del Politecnico e si è dedicato allo studio dell’architettura barocca in Piemonte.
L’architetto Chevalley diede il compito a Passanti di realizzare l’imponente entrata principale con la doppia funzione di limonaia per riporre durante l’inverno i vasi di agrumi che costellavano il parco, per proteggere i bulbi e dare riparo al biroccio.

 

La sala espositiva

Nel 2000 il padiglione viene egregiamente restaurato dall’architetto Giuseppe Pidello, ed è allora che viene adibito a Sala espositiva. Gli antichi “letti caldi” per il rinnovamento primaverile del terriccio delle piante in vaso sono ora vetrine illuminate per l’esposizione di oggetti più preziosi.
Il vecchio riparo del cavallo viene trasformato in un moderno ristoro per i Clienti.
I semenzai oggi sono il sito di una collezione di piante aromatiche officinali.

 

L’operazione nasce come espressione dell’impegno di ricostruire un luogo di riferimento el territorio biellese dove far “germogliare” interventi artistici e culturali che contribuiscano ad accrescere e stimolare la qualità della vita della collettività.

 

L’antica orangerie della Villa, con la sua Loggia prende il nome La Serra dei Leoni, per la fontana costituita da tre teste di leone da cui scorre l’acqua della roggia e diviene così sede di manifestazioni culturali e mostre internazionali.

 

Nell’immagine: Stanza di carta, installazione di Nagasawa, 2006 per la mostra Fessure nel tempo.